10 MINUTI IN FAMIGLIA SECONDA PUNTATA

L’impatto delle nuove tecnologie sulle relazioni familiari

Seconda puntata della video-rubrica 10 minuti in famiglia a cura del Centro di aiuto alla famiglia Amoris Laetitia di Termoli in collaborazione con il Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf)

Quanto le nuove tecnologie sono funzionali alla nostra vita e quanto, invece, hanno creato nuovi bisogni e dipendenze? Questa riflessione ha aperto la seconda puntata della rubrica “Dieci minuti in famiglia” promossa dal Centro di Aiuto alla Famiglia di Termoli in collaborazione con il Cisf, il Centro Internazionale Studi Famiglia.

Nel suo intervento Francesco Belletti, direttore del Cisf, ha evidenziato alcuni temi significativi rispondendo con chiarezza alle domande di Fabrizio Occhionero, responsabile della comunicazione della diocesi di Termoli-Larino.

In merito al tema delle nuove tecnologie e delle relazioni familiari Belletti ha parlato di “una sfida epocale con il digitale che rappresenta una questione strategica per l’intero Paese in cui le famiglie sono coinvolte pienamente. Non è più possibile – ha affermato in sostanza il direttore del Cisf –  pensare al mondo reale da una parte e al mondo digitale dall’altra, bensì a un mondo ibrido in cui il digitale e le relazioni reali viaggiano insieme. Occorre – ha aggiunto – una forte capacità di discernimento per capire cosa c’è di buono e cosa no”.

Un discorso che bene si inserisce nel contesto dell’emergenza sanitaria in atto osservando le dinamiche e gli aspetti emersi in un contesto di incertezza e restrizioni che, in sostanza, ha portato a condividere un tempo “in presenza” maggiore tra le mura domestiche e, in modo continuativo, le relazioni faccia a faccia tra marito e moglie, tra figli e altre persone.

Secondo Belletti le famiglie, proprio in tale situazione, hanno potuto “riscoprire la bellezza dello  stare insieme con un uso del tempo diverso e condiviso. Il faccia a faccia – ha evidenziato il responsabile del Cisf – resta la dimensione irrinunciabile dell’umano. Le relazioni esigono l’abbraccio e vicinanza ma anche il digitale può rafforzare questi rapporti. La pandemia è stata così un esperimento per insegnarci cose nuove.

In tale contesto ibrido si può oggi parlare di una famiglia “tipo” oppure emergono nuovi modelli o situazioni che delineano tante tipologie di famiglie? Si pensi al nuovo rapporto del Cisf in cui si parla anche di “Family warming” come una sorta di emergenza.

Belletti ha osservato come la società contemporanea abbia messo in crisi le relazioni familiari attraverso la logica dell’individualismo e una felicità che si ottiene con meno vincoli possibili. La scommessa della famiglia è però questa: “divento più felice perchè mi lego a una persona in modo stabile”. L’individualismo – ha evidenziato – porta a solitudine e isolamento anche rispetto a qualunque sfida, la relazione familiare può portare compagnia e supporto nelle difficoltà. Basti pensare alla stessa pandemia”.

Tutto questo, anche con il supporto delle tecnologie, non deve però portare a marginalità ma a processi inclusivi in cui tutti siano coinvolti supportando azioni e interventi dedicati alle fasce della popolazione in difficoltà, come gli anziani o chi è escluso da questa rivoluzione sociale in cui “gli sguardi sul telefonino ormai non si contano più”.

Gli obiettivi della video-rubrica

“Dieci minuti in famiglia – spiega don Gianfranco Lalli, direttore del Centro di Aiuto alla Famiglia Amoris Laetitia di Termoli – si propone la finalità di aiutarci a cogliere il frutto dell’ingegno e della sapienza dell’uomo, i social e le tecnologie, come strumenti che possono arricchire e valorizzare la vita del singolo e le relazioni familiari e sociali.

Parlarne con un esperto e condividere dei consigli e degli orientamenti – aggiunge don Gianfranco – non può che offrire un contributo di riflessione positivo per capire quanto la dimensione digitale possa consentire all’individuo di affermarsi come persona e di migliorare i rapporti con gli altri, sia a casa che nella società attraverso uno stile di reciprocità che metta sempre al centro la persona e la sua unicità.

Per queste ragioni, la video-rubrica sperimentale – conclude don Gianfranco Lalli – vuole  accompagnare la famiglia a stare bene in un contesto in cui ciascuno di noi possa sentirsi riconosciuto, custodito, amato e valorizzato e rimanga tale, peraltro dentro questo tempo che ci chiede un’attenzione ulteriore verso la vita domestica in cui tutti utilizzano i social e il web ma, questo è l’auspicio, in modo responsabile e relazionale”.

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